Regia: Tommaso Landucci
Cast: R. Scamarcio, F. Russo Alesi, A. Aggio, T. Naldini
Dario è padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, e ha un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello. Nel crescente legame con il nipote ritrova il figlio che avrebbe voluto avere, e assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un gioco di proiezioni e desideri inespressi che finirà per incrinare l’equilibrio interiore di Dario e travolgere l’intera famiglia.
Il titolo di questo film trae ispirazione da una fiaba di Esopo: la storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva soltanto il preferito, trascurando l’altro. A differenza della fiaba, però, qui si parla di un genitore chiamato a dividersi fra due “figli”: quello reale e quello ideale. È il racconto di un conflitto intimo, inevitabile, che mette continuamente in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto. Buon esordio cinematografico per Tommaso Landucci, che porta tutta la sua delicatezza e profondità nel raccontare un conflitto familiare e, soprattutto, le difficoltà genitoriali legate al mondo della disabilità. La sceneggiatura infatti, firmata dal regista e da Damiano Femfert, che ha vinto numerosi premi tra cui il Solinas, lavora su quel particolare aspetto che può verificarsi all’interno delle famiglie, ad esempio tra un padre o una madre, allorquando si inizia a preferire un figlio all’altro o in questo caso un nipote a un figlio.
È un film che resta perennemente in bilico sul baratro del ricatto emotivo, che però dimostra una grande capacità quella di saper trattare un argomento così delicato senza scadere nel pietismo e nel patetismo, abbracciando un rigore che non è solamente formale (l’aspect ratio quadrotto, la totale assenza di colonna sonora, eccetto qualche secondo dell’ultima scena che anticipa i titoli di coda) ma che diventa poetica espressiva ed emotiva. È un merito che Landucci condivide naturalmente anche con il cast, guidato da un Riccardo Scamarcio trattenuto e dolente (l’attore sembra dare il meglio di sé ogni volta che si tratta di vestire i panni del padre), affiancato dal sempre ottimo Fausto Russo Alesi, con il quale condivide il lavoro ma non la conflittualità e le aspettative oberanti che ripone nel figlio adolescente.
Martedì 20 Ott.
18.30 - 21.15
Drammatico
110 minuti
- Intero € 7,00
- Ridotto € 5,50