DIO RIDE

Regia: Giovanni Veronesi
Cast: P. Favino, S. Orlando, A. Noce, M. Lombardi 

Trama

Nel cuore del ‘600 c’è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia che racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque. Un clamore che porta il Papa ad affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prende direzioni inattese.

Recensione

È il film più ambizioso e riuscito del regista Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino in uno dei vertici della sua carriera insieme a Silvio Orlando che, con il personaggio del cardinale Maculani, aggiunge un tassello ai suoi sempre più convincenti ruoli ecclesiastici.
L’incomprensione umana torna come tematica ancora in questo suo ultimo lavoro che chiude in bellezza l’eccezionale – per qualità – 83^ edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.
Giovanni Veronesi, torna al cinema storico per raccontare la vicenda di un umile frate cappuccino, fra Leopordo di Casamacchia, il quale inventa per sé un luogo di origine che non esiste per darsi delle radici che non ha (figlio di circensi senza fissa dimora), ma che definisce la sua indole umile e giocosa. Il personaggio non è mai esistito. È frutto della ricostruzione creativa di un’epoca che gli autori della sceneggiatura hanno delineato con dovizia di particolari, descrivendo un’epoca reale e dolorosa come quella del Seicento in cui la Chiesa romana adoperava lo strumento dell’inquisizione con “generosa” disinvoltura, “onestamente” convinta di proteggere la fede dagli attacchi delle eresie provenienti da più parti dell’intera Europa. Un “peccato” per il quale Giovanni Paolo II ha chiesto perdono a Dio e alla società durante le celebrazioni del Giubileo del Duemila. È l’insieme di tutti questi elementi a far sì che Dio ride si riveli un gioiello di cinematografia ben congegnato e diretto. La ricostruzione è talmente credibile da apparire come una serie di tele oleograficamente perfette che ricordano la tradizione pittorica sacra del Seicento italiano. Ma a rendere straordinariamente credibile questo film è la bravura – ormai ripetutamente accertata – di due grandi attori, la cui performance interpretativa conferma il livello professionale raggiunto, che con l’opera corale del cast artistico, restituiscono un realismo perfetto alla narrazione, che scorre piacevolmente per tutto lo sviluppo di questo dramma della fede e dell’esistenza.

Data

Giovedì 29-10-26
Lunedì 02-11-26

Orario

- Giovedì: 18.30 - 21.15
- Lunedì: 16.00-18.30-21.15

Genere

Drammatico

Durata

114 minuti

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