Regia: Manuel Gómez Pereira
Cast: M. Casas, A. San Juan, A. Etxeandia, O. Lasarte
Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Per la preparazione dell’evento vengono incaricati il giovane tenente Santiago Medina e il maître dell’albergo Genaro Palazon. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Tra loro c’è anche Ángel che può così ricongiungersi alla donna che ama, María, che aspetta un figlio da lui. Quando il cuoco Antón si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso, uomo violento e senza scrupoli. Al suo posto viene chiamata Juana, un’esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederación Nacional del Trabajo). I preparativi sembrano procedere senza intoppi. Ma in realtà la cena sta diventando per i cuochi la grande occasione per mettere in pratica un piano di fuga.
A cena con il dittatore di Manuel Gómez Pereira prende a piene mani dalla tradizionale commedia grottesca spagnola, da quell’ humor negro che ha caratterizzato i primissimi film spagnoli di Marco Ferreri. Si ride dei potenti e si ride dei poveracci, senza esclusione di colpi, in un clima frizzante che alleggerisce il tragico contesto socio-politico. La confezione estetica e la gestione degli spazi, al contrario, ricorda a tratti il raffinato cinema classico hollywoodiano e in alcuni momenti quella commedia all’italiana del secondo dopoguerra, in cui i protagonisti cercavano di cavarsela nelle situazioni più spinose e delicate. Tratto dalla commedia teatrale “La cena de losgenerales” di José Luis Alonso de Santos, il film non si fa problemi a mettere in ridicolo l’uomo in divisa e ciò che rappresenta, ma al contempo non si fa nessuno scrupolo a mostrare un fascista che uccide a sangue freddo chi gli si mette contro. Un momento storico segnato da guerra e povertà, Franco impone l’organizzazione di una grande cena in quello che, di fatto, era diventato un ospedale. Mentre fuori dalle mura dell’albergo si muore di fame, per il banchetto compare magicamente un camion colmo di prelibatezze. La cena assume così un forte valore politico, un atto di violenta oppressione e smisurata arroganza. La lotta della brigata di cucina, di conseguenza, diventa resistenza partigiana. Un conflitto che si allarga nei confronti degli acerrimi nemici e fedelissimi del caudillo: i camerieri di sala. Il film è una commedia piacevole scritta con intelligenza e messa in scena con misura, capace di muoversi con disinvoltura tra registro satirico e tensione drammatica; perde di ritmo e tensione nell’ultimo atto, proprio quando la vicenda dovrebbe ingranare la marcia trasformando la cena in una sorta di “fuga per la vittoria”. Tuttavia, il film esprime il meglio di sé nella dimensione politica, il confronto tra la Spagna franchista e quella contemporanea viene condotto con grande puntualità, senza appesantire il discorso e insistere più del dovuto nella caricatura. “Nella Spagna di Franco non c’è spazio per quelli come me”, dice sconsolato uno dei protagonisti in una battuta che sintetizza alla perfezione il cuore tematico del film.
Giovedì 08-10-26
Lunedì 12-10-26
- Giovedì: 18.30 - 21.15
- Lunedì: 16.00-18.30-21.15
Commedia Drammatico
106 minuti
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