Assassinio sul Nilo

Assassinio sul Nilo

Regia: Kenneth Branagh
Cast: K. Branagh, G. Gadot, T. Bateman, A. Bening, R. Brand, Ali Fazal

Trama

La storia originale vede Linnet Ridgeway , bella e ricca ereditiera, che ha appena sposato il fidanzato della sua migliore amica, Jacqueline de Bellefort. Per la loro luna di miele, gli sposi decidono di fare una crociera sul Nilo. Tra i passeggeri del battello si trova, ovviamente, il celebre detective belga Hercule Poirot. Una sera, Jacqueline fa irruzione sulla barca e spara al suo ex fidanzato, ferendola a una gamba. Scioccata dal proprio gesto e in preda a un esaurimento nervoso, la donna viene sedata con una potente dose di morfina che la lascia incosciente tutta la notte. La mattina dopo viene scoperto il corpo senza vita di Linnet Ridgeway. Se Jacqueline non può certamente essere l’autrice dell’omicidio, chi sarà il colpevole del crimine? Indagando, Hercule Poirot scoprirà presto che ciascuno dei passeggeri aveva una buona ragione per ucciderla.

Recensione

Si parte dal prologo in bianco e nero sulla storia dei baffi di Poirot per passare al suo unico amore Katherine, lo si capisce più avanti. L’enfasi sul rapporto di Poirot con Katherine sta lì per annunciare allo spettatore che tutto il film che sta per vedere si basa più sui sentimenti che non su una tradizionale vicenda gialla. Intendiamoci: il giallo c’è eccome. C’è l’assassinio (più assassinii), ci sono gli assassini e Poirot fa funzionare le sue piccole cellule grigie e tutto smaschera. Però, qui Branagh e il suo sceneggiatore Michael Green, tradiscono molto di più, quasi arrivando a snaturare, il testo della Christie. Non solo perché infilano anche in questa storia Bouc, l’amico di Poirot ma anche perché, continuando a giocare anche con le etnie e i colori della pelle, come nel film precedente, modificano molti tratti dei personaggi, rendendo alla fine della fiera questo Assassinio sul Nilo un film sulla potenza e il tormento dell’amore. Per quanto la Christie sia famosa per le sue trame, c’è anche da dire che le sue sono trame che spesso e volentieri tradiscono sfacciatamente le regole del giallo, barando un po’ con il lettore, e quello che rende così amati i suoi romanzi è proprio la grande attenzione all’elemento umano, ai sentimenti dei personaggi, alla voglia della scrittrice di svelare le ipocrisie della upper class britannica, perfino la passionalità che si nascondeva dietro l’impeccabile understatement. E Poirot, l’ossessivo, analitico, razionale Poirot, è sempre stato un attento osservatore della natura umana e dei sentimenti, la cui comprensione è sempre stato l’elemento chiave per risolvere i suoi casi, ben più dei veri e propri indizi o delle prove. Che, come in questo caso, sono virtualmente inesistenti. Quindi alla fine, tutti i suoi tradimenti sul testo con le variazioni sui personaggi, con gli eccessi e quel po’ di ansia di troppo di rendere esteticamente e narrativamente moderni e contemporanei i racconti della Christie, a ben vedere l’ossessione di Assassinio sul Nilo per i sentimenti ha qualcosa di filologico. Non commovente, ma perlomeno di coinvolgente. E, perfino, un pizzico sorprendente, considerando la scena finale del film, e dove e come e da chi Branagh porta Poirot. Poirot e i suoi baffi.

Data

20/10/2022
24/10/2022

Orario

- Giovedì: 18.30 - 21.15
- Lunedì: 16.00 - 18.30 - 21.15

Genere

Giallo

Durata

127 minuti

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