Crescendo

Regia: Dror Zahavi
Cast: Peter Simonischek, Daniel Donskoy, Götz Otto, Bibiana Beglau, Mehdi Meskar, Sabrina Amali, Hitham Omari, Eyan Pinkovitch, Maya Gorkin, Uri Elkayam

Trama

Edward Spork, direttore d’orchestra di importanza mondiale, riceve accetta la proposta di costruire un’orchestra formata da giovani musicisti israeliani e palestinesi con l’obiettivo di realizzare un concerto. L’impresa già difficile sulla carta, si dimostra ancor più complessa nella realtà perché il confronto è da subito molto duro. In particolare, i due più talentuosi musicisti, la palestinese Layla e l’israeliano Ron non si risparmiano attacchi.

Spork decide di trasferire tutta l’ensemble in Alto Adige, un luogo che ha segnato la sua vicenda personale, e lì tentare di proseguire le prove.

Recensione

Il caso di “Crescendo” che prende spunto da un’orchestra, la West-Eastern ster Divan Orchestra, nata da un’idea di Daniel Barenboim ed Edward Said.

Il riferimento però si ferma qui perché in questo caso si immagina una storia che non ha nulla di documentaristico, ma molto di partecipazione sentita a condizioni personali e sociali che solo contando sui giovani possono sperare in un’evoluzione. Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci: questo film non ha nulla di “buonista”. Neppure nel finale che è stato interpretato in maniera superficiale da qualche critico tedesco e che ovviamente non va rivelato, ma “osservato” con partecipazione (ma anche con attenzione) dallo spettatore. È quando Spork (che non è né ebreo nè israeliano) ha compreso dalle distorsioni delle note scritte sullo spartito della sua vita di bambino e ragazzo. Attraverso il veicolo della musica cerca di scriverne di diverse con questi giovani a cui tenta di far capire che in un concerto non ci si può solo suonare contro e che questo può diventare, seppure con grande fatica e sofferenza interiore, un modello che merita tentativi di imitazione.

Echi shakespeariani risuonano in un in questa sceneggiatura ed anche in questo caso se ne potrebbe equivocare il senso attribuendoli ad una deriva romanticheggiante. Ancora una volta non è così perché se l’amore non conoscevo ostacoli per il Bardo, le cui opere hanno superato le barriere dei secoli, la situazione può realisticamente riproporsi anche oggi. Sscritto e diretto con grande equilibrio che non ha però fatto velo all’intensità ed interpretato da giovani attori che sul set hanno dovuto impegnarsi per superare ostacoli non puoi troppo diversi da quelli dei loro personaggi, questo è un film che meriterebbe un’ampia diffusione anche nelle scuole perché, partendo da un conflitto storico, può far riflettere anche su micro conflitti il cui seme dell’odio finisce con l’attecchire, ma in cui saper guardare l’altro con lo sguardo nuovo può portare a conclusioni non retoriche permettendo a tutti soggetti coinvolti di crescere.

Data

03/06/2021
07/06/2021
08/06/2021

Orario

- Giovedì: 18.15 - 21.00
- Lunedì: 18.30 - 21.15
- Martedì: 16.15 - 18.30 - 21.15

Genere

Musicale

Durata

102 minuti

In abbonamento

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