IL DELITTO DEL 3° PIANO

Regia: Rémi Bezançon
Cast: G. Gallienne, L. Casta, G. Lellouche, I. Aimé

Trama

François e Colette sono sposati e vivono a Parigi. Lui scrive romanzi gialli di ambientazione ottocentesca, in cui si immagina detective perspicace accanto all’aiutante con le sembianze della moglie; lei insegna cinema alla Sorbona ed è specializzata nell’opera di Alfred Hitchcock. Quando il loro nuovo vicino attore li invita alla prima del suo spettacolo teatrale, i due non immaginano che diventeranno i protagonisti di una storia gialla che ricalca le storie di Hitchcock e offrirà a lui nuove idee. Di mezzo c’è un possibile omicidio, una messinscena ingegnosa e l’istinto di Colette per spiare la vita degli altri.

Recensione

Un omaggio più che letterale a “La finestra sul cortile”, forte dell’alchimia tra i due interpreti protagonisti, il regista e attore Gilles Lellouche e una scatenata Laetitia Casta. La scelta originale di Bezançon, che del suo film è anche sceneggiatore, consiste nell’inserire una trama onirica che fin dalla prima sequenza mette in scena i romanzi dello scrittore François: avventure alla Agatha Christie che complicano ulteriormente i piani di rappresentazione e rimandano alla tradizione letteraria ottocentesca che precede Hitchcock stesso e che trova un terreno d’incontro con l’opera del regista nella scenetta – anche questa pedante e letterale – che spiega il significato del famigerato espediente narrativo McGuffin. Intendiamoci, Il delitto del 3°piano è godibile e divertente: per essere un omaggio cinefilo, però, è troppo diretto e didascalico, mentre per essere un giallo avvincente è mediato da troppi livelli di rappresentazione. Se funziona è grazie alla bravura dei due protagonisti: lui, Lellouche, inizialmente riluttante, si fa trascinare dalla moglie nell’indagine sul presunto omicidio e passa così dalla finzione alla vita; lei, Casta, insoddisfatta di essere solamente colei che i film li analizza, individua nella realtà, come James Stewart in “La finestra sul cortile”, una trama alla Hitchcock (e dunque passa dalla vita alla finzione), diventando il tramite nemmeno troppo nascosto delle velleità dello stesso Bezançon. La loro dinamica di coppia, che dall’iniziale distanza li porta al ricongiungimento e al ritrovato amore, ricorda quella tra Woody Allen e Diane Keaton in “Misterioso omicidio a Manhattan“, che a conti fatti – a proposito di rimandi e citazioni e riprese e calchi e ripetizioni… – è forse il vero modello di questa commedia con binocolo e delitto.

Data

Giovedì 05 Nov. 2026
Lunedì 09 Nov. 2026

Orario

- Giovedì: 18.30 - 21.15
- Lunedì: 16.00-18.30-21.15

Genere

Commedia

Durata

106 minuti

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