DI LA' DAL FIUME E TRA GLI ALBERI

Regia: Paula Ortiz
Cast: L. Schreiber, M. De Angelis, J. Hutcherson, L. Morante

Trama

Siamo nel secondo dopoguerra: il Colonnello dell’esercito americano Richard Cantwell, tormentato dagli spettri del fronte, è un autentico eroe di guerra che affronta la notizia della sua malattia terminale con stoica noncuranza. Deciso a trascorrere il suo fine settimana in tranquilla solitudine, commissiona a un autista militare quella che probabilmente sarà l’ultima battuta di caccia alle anatre e una visita ai suoi vecchi luoghi di ritrovo a Venezia. Mentre i piani di Cantwell cominciano a svelarsi, un incontro casuale con una giovane contessa accende in lui la speranza di un rinnovamento.

Recensione

Basato sull’ultimo romanzo completo di Ernest Hemingway pubblicato mentre l’autore era in vita, Di la’ dal fiume e tra gli alberi, cattura un fugace momento di immortalità in cui il tempo si è fermato. La storia contiene i grandi temi di Hemingway: l’amore, la guerra, la giovinezza, gli anni che passano.

Il film giunge con tre anni di ritardo sui nostri schermi e quindi colpisce (e fa compiere un rewind alla memoria) vedere una Venezia totalmente deserta in cui si muovono poche comparse. La collocazione temporale del romanzo viene rispettata (anche se con uno stridente anacronismo che lo spettatore potrà facilmente individuare) ma l’atmosfera rarefatta in cui viene a svolgersi l’azione contribuisce in maniera determinante all’esito finale.

La coppia Liev Schreiber/Matilda De Angelis offre ai personaggi del colonnello Cantwell e della contessina Contarini il giusto livello di avvicinamento e distanza. Ortiz si tiene lontana dall’attrazione sessuale tra una diciannovenne e un cinquantenne per sottolineare al contempo la lontananza generazionale e la prossimità del comprendere chi si ha di fronte e che fino a poco prima non si conosceva.

La sceneggiatura fa propria la teoria Iceberg che Hemingway ha applicato nella sua opera letteraria. Essa consiste nel mostrare in superficie il minimo indispensabile lasciando sottintendere quanto si muove nel profondo. Schreiber è perfetto nel dare al suo colonnello la ruvidezza giusta, finalizzata ad occultare il dolore fisico ed esistenziale che sottende. I suoi sguardi, i suoi silenzi, l’apparente laconicità che non si muta mai in disinteresse ma comporta un’acuta osservazione dell’interlocutore. Così come De Angelis sa offrire a Renata la freschezza dell’età ma anche la consapevolezza dell’esplorazione dei sentimenti nuovi che sta provando.

Intorno a loro si muove una ristretta rappresentanza della società italiana dell’epoca che, uscita da poco dal secondo conflitto mondiale, non aveva ancora cicatrizzato le ferite aperte vivendo in precario equilibrio tra un passato antico (la città), uno più recente e un futuro da costruire magari con un matrimonio non desiderato profondamente.

Su tutto questo, così come nel romanzo, aleggia il senso della morte nelle sue varie esplicitazioni e Venezia, come la storia del cinema ci insegna, si configura come un ottimo scenario anche per questo tema.

Data

Martedì 14 Ott.

Orario

18.30 - 21.15

Genere

Drammatico Sentimentale

Durata

106 minuti

Servizio di biglietteria

- Intero € 7,00
- Ridotto € 5,50

Note

in collaborazione con Librerie EQUILIBRI