È andato tutto bene

È andato tutto bene

Regia: François Ozon
Cast: S.Marceau, A.Dussollier, G.Pailhas, C.Rampling, E.Caravaca

Trama

Quando l’ottantacinquenne André ha un ictus, la figlia Emmanuelle si precipita al suo capezzale. Malato e mezzo paralizzato nel suo letto d’ospedale, André chiede alla figlia di aiutarlo a porre fine alla sua vita. Ma come si può onorare una richiesta del genere quando proviene dal proprio genitore?

Recensione

L’incedere del cinema di François Ozon ha numeri impressionanti: venti film in poco più di due decenni. Ma nel suo generoso percorso il regista francese ha saputo reinventarsi, restare ogni volta fedele a sé stesso per poi immergersi in nuove fasi creative. La storia, l’erotismo e l’identità umana sono solo alcuni dei temi che ha affrontato dietro la macchina da presa. Anche nel suo nuovo È andato tutto bene, liberamente tratto dal romanzo omonimo di Emmanuèle Bernheim, in concorso al 74° Festival di Cannes, Ozon prosegue il suo percorso legato alla fine dell’esistenza. Ozon sa toccare le corde giuste, senza mai essere ricattatorio. Utilizza toni inaspettati, passa dalla sofferenza al sorriso con grande sensibilità. La sua vuole essere una vicenda comune. Un padre malato, non più autosufficiente. Ha ottantacinque anni, è bloccato sulla sedia a rotelle, e chiede alle figlie di morire. È l’inizio di un lungo cammino verso la Svizzera. Ma ancora una volta il viaggio non è solo fisico. È andato tutto bene, parte dal dilemma morale, per focalizzarsi sui sentimenti, sulle lacrime trattenute. Non vuole sollevare polemiche, non fornisce risposte facili. Altre volte Ozon aveva affrontato tematiche spinose, come in “Grazie a Dio”, che si concentrava sulle vittime dei preti pedofili. Anche in quel caso, il rigore della regia era al di sopra di ogni scandalo. In questo film, la chiave è l’empatia per i personaggi: il genitore che vuole andarsene per sempre, il tormento di chi resta e deve decidere su cosa fare. Ozon assiste a distanza, non può offrire soluzioni, si fa narratore silenzioso di un’umanità allo stremo,e valorizza il talento di André Dussollier, qui in una delle sue prove più alte, supportato da un’ottima Sophie Marceau.

Data

10/02/2022
14/02/2022

Orario

- Giovedì: 18.30 - 21.15
- Lunedì: 16.00 - 18.30 - 21.15

Genere

Drammatico

Durata

113 minuti

Categoria

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