Elvis

Elvis

Regia: Baz Luhrmann
Cast: A. Butler, T. Hanks, H. Thomson, R. Roxburgh, O. De Jonge

Trama

La vita e la musica di Elvis Presley, viste attraverso il prisma della sua complicata relazione con l’enigmatico manager, il colonnello Tom Parker. Le complesse dinamiche tra Presley e Parker nell’arco di oltre 20 anni, dall’ascesa alla fama di Presley che raggiunse un livello di celebrità senza precedenti; sullo sfondo un panorama culturale in evoluzione e la perdita dell’innocenza in America. Al centro di questo viaggio c’è una delle persone più significative e influenti nella vita di Elvis, Priscilla Presley.

Recensione

Elvis è raccontato attraverso l’effetto che fa e in questo caso attraverso la sua rielaborazione grafica, la sua messa in posa. Nella prima, splendida scena in cui Parker va a studiare un concerto del giovane Elvis, quello che osserva sono le reazioni delle ragazze in mezzo al pubblico, il modo in cui reagiscono ai suo movimenti – un misto di irrefrenabile eccitazione, pudore e senso di colpa. Questa potenzialità dell’icona Elvis, come macchina spettacolare e di conseguenza come creatura cinematografica, è quindi esplorata per oltre due ore, con pochissimo interesse per le comuni dinamiche da biopic. La dimensione familiare è marginale, la formazione musicale è ridotta a un velocissimo flashback e solo la collocazione storica ha un certo peso (la guerra, l’omicidio Kennedy, quello di Martin Luther King), ma perché agisce direttamente sul percorso professionale di Presley, sulla sua paranoia, sulla sua salute e sulla calcificazione delle dinamiche di controllo esercitate dal colonnello su di lui. Ma è comunque sempre il palco a risucchiarlo e risucchiarci, è sempre la musica a travolgere il film, a determinare questo vigoroso flusso sinestetico assieme alla violenta palette cromatica. E così l’Intercontinental, l’hotel di Las Vegas dove Elvis si esibirà contro la sua volontà per oltre cinque anni, imprigionato dai ricatti economici, dall’abuso di droghe e dalla manipolazione psicologica di Parker, si rivela infine nell’ultimo atto la forma di una metamorfosi: il biopic rutilante assume le connotazioni dell’incubo gotico, mentre il destino del Re del rock’n’roll va a compiersi. C’è ancora, come a risarcimento, prima dei titoli di coda, un momento di grande dolcezza, l’ultimo concerto, Unchained Melody, un commiato affidato all’amore. Ma Elvis non è una cosa né l’altra, non è nell’incubo e non è nell’amore, benché entrambi trovino momenti di grande forza: è un’estasi dinamica, sfrenata, scintillante che, si capisce, Baz Luhrmann avrebbe voluto non finisse mai.

Data

18/10/2022

Orario

- Martedì: 15.30 - 18.15 - 21.15

Genere

Biografico

Durata

159 minuti

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