GIOIA MIA

Regia: Margherita Spampinato
Cast: M. Fiore, A. Quattrocchi, M. Ziami, C. Dugay Comencini

Trama

Nico è un bambino di oggi, dipendente dal telefono e con lo smalto sulle unghie. All’improvviso viene strappato al suo mondo “del nord” per passare un mese d’estate in Sicilia, in compagnia di un’anziana zia, Gela. A casa della donna non c’è il wi fi né l’aria condizionata, e si mangiano prelibatezze a cui il suo palato non è ancora pronto. Ci sono solo i giochi di carte, l’adorabile cagnolino Frank, e un condominio intero popolato di nonne e nipoti, più forse qualche spirito che abita gli appartamenti all’ultimo piano ed è causa di strani rumori. Nico e Gela, ognuno radicato nelle proprie certezze ma con dolori simili nel cuore, dovranno pian piano cercare un linguaggio comune.

Recensione

Un ragazzo ribelle e tecnologico passerà l’estate in Sicilia con una zia anziana e molto religiosa. Tra scontri e differenze, il loro rapporto conflittuale si trasforma in un legame speciale e inaspettato. Primo film per Margherita Spampinato, che con autorevole dolcezza scrive, dirige e monta un omaggio all’arcano mondo delle nonne, come ce lo ricordiamo tutti nella nostra memoria infantile. Gela e Nico non sono esattamente nonna e nipote, ma proprio per questo riescono a isolare e incarnare ancora meglio la dinamica di estrema differenza e di grande vicinanza che si crea in quel rapporto. È un film nostalgico, che guarda a un contesto classico come la proverbiale “estate italiana”, che forse non esiste più se non filtrata attraverso l’immaginario collettivo. Spampinato scrive e mette in scena per archetipi e chiare opposizioni, senza troppe sfumature, ma è una semplicità che ben si presta a una storia lineare fatta di pochi elementi, seppur tutti profondamente sentiti. Con la limpidezza di un apologo ben riuscito, la regista avvicina una lente d’ingrandimento emotiva al trauma dei due personaggi principali, uno radicato nel passato e l’altro (il distacco dalla babysitter prediletta) che brucia di un dolore molto presente. È un elemento drammatico che il film prende ammirevolmente sul serio, ingigantendolo come se lo spettatore stesso ci fosse dentro. Al tempo stesso lo circonda di elementi di commedia, soprattutto grazie al colore dei personaggi di contorno e al forte senso di luogo legato alla verticalità del palazzo, nonché alle note da romanzo di formazione, con il piccolo Nico alla ricerca di un’inevitabile sintesi culturale e personale. La regista va sul sicuro e si affida al volto iconico di Aurora Quattrocchi per la sua Gela, dandole subito un’implicita e magnetica autorevolezza contro cui il Nico del giovane Marco Fiore può andare dritto a scontrarsi. La fotografia calda cattura una Sicilia d’interni torrida ma raffinata, che sul finale si apre a una liberatoria partita a nascondino – come tutto ciò che l’ha preceduta, anche quest’ultima ci restituisce un senso di autenticità, fedele tanto ai nostri ricordi quanto ai nostri sentimenti.

Data

Giovedì 17-09-26
Lunedì 21-09-26

Orario

- Giovedì: 18.30 - 21.15
- Lunedì: 16.00-18.30-21.15

Genere

Drammatico

Durata

90 minuti

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