La Padrina

Parigi ha una nuova regina

Regia: Jean-Paul Salomé
Cast: I.Huppert, H.Girardot, F.Ouchani, L.Rovère, I.Bry.

Trama

Patience, traduttrice specializzata in intercettazioni telefoniche per la squadra antidroga, frustrata e annoiata da un lavoro duro e mal pagato, durante un’intercettazione viene a conoscenza dei traffici poco raccomandabili del figlio di una donna a lei cara. Decide così di dare una svolta alla sua vita e intrufolarsi nella rete dei trafficanti, per proteggere il giovane. Quando si trova tra le mani un grosso carico di droga, non si fa sfuggire l’occasione e diventa La Padrina, una “trafficante all’ingrosso”. Fa esperienza sul campo e poi…

Recensione

Raro esempio di equilibrismo tra i generi capace di tenere un passo morbido e delicato, il nuovo film di Jean-Paul Salomé costruisce attorno a Isabelle Huppert un’opera multiforme, che si destreggia tra la commedia e il poliziesco senza essere né l’uno né l’altro, insoddisfatto delle convenzioni e della rigidità come lo è la sua protagonista, nell’ennesima interpretazione di livello di un mostro sacro del cinema contemporaneo. Siamo dalle parti dell’orpello letterario e del resto il film è tratto da un romanzo di Hannelore Cayre che cura anche la sceneggiatura. Tutto bacia e combacia, nella storia di Patience che non vuole aspettare (di finire come la madre). Rime interne di scrittura che si fanno eco ritmato, tra arguti dialoghi da camera e complesse sequenze di scambi, spionaggi e inseguimenti. Più che un underworld popolato di tagliagole, questa Parigi che corre tra Belleville e Barbés é una riappropriazione dello spazio borghese, dal supermercato al cinema. Huppert la percorre senza mai inciampare, nonostante si trascini dietro un cane poliziotto adottato, valigie piene di droga e un travestimento da misteriosa signora araba. La chiamano “la daronne”, sospira un giorno il buon Philippe, compagno di vita possibile e uomo di legge integerrimo che non sa più che pesci pigliare. Ma è l’ennesima etichetta che a Patience non sta bene: non di donna anziana, piuttosto di una madre o una signora distinta, di certo qualcuno sopra i trent’anni. Definizioni troppo generiche per qualcuno che si è scoperto genio criminale più come ricerca di identità che per reale bisogno economico. Formidabile e sfuggente, La padrina sfrutta le ambiguità della traduzione per creare nuovi personaggi e realtà alternative, mettendosi in tasca il tragitto emozionale tra le lingue di partenza e di arrivo. Così facendo diventa non soltanto esso stesso un riuscito esempio di traduzione tra i generi cinematografici, ma un elemento di un discorso aperto nella filmografia recente di Isabelle Huppert, incastrandosi alla perfezione tra “Elle”, “Frankie”, “Le cose che verranno” ed “Eva”. Una galleria di donne in transito che la diva francese sa rendere enigmatiche al mondo ancor più che a se stesse.

Data

21/04/2022
26/04/2022

Orario

- Giovedì: 18.30 - 21.15
- Martedì: 16.00 - 18.30 - 21.15

Genere

Commedia

Durata

106 minuti

Categoria

Incluso in abbonamento