Miss Marx

Regia: Susanna Nicchiarelli
Cast: R. Garai, P. Kennedy, F. Montagu, O. Chris, E. Cunniffe

Trama

Eleanor detta Tussy è “la più coraggiosa” delle tre figlie del filosofo e teorico politico tedesco Karl Marx. È lei che ne porta avanti l’eredità, anche perché una sorella, Jenny, è morta poco prima del padre, e l’altra, Laura, si è trasferita in Francia. Ma sono soprattutto l’intelligenza e l’indole combattiva
di Eleanor a fare di lei la persona più adatta a tenere viva la fiamma del pensiero paterno. Dunque è lei a battersi per i diritti dei lavoratori, le pari opportunità nell’ambito dell’istruzione e il suffragio universale, nonché contro il lavoro minorile. Ma nella vita privata Eleanor non è così lucida e determinata: il suo compagno di vita, Edward, è infatti uno spendaccione fedifrago di cui lei non sa liberarsi.

Recensione

Le scelte di regia di Susanna Nicchiarelli sono altrettanto coraggiose di quelle filosofiche e sociali di Eleanor Marx: pause temporali che eliminano il superfluo e si concentrano sui momenti salienti, spesso rivelatori, della vita della protagonista, che enuncia le sue deduzioni (o illuminazioni) come analisi storico-sociologiche, guardando in camera. La crudeltà di certe scelte dettate dal contesto economico e politico nonché dal costume dei tempi, specialmente riguardo alle donne, ricorda quella di “L’età dell’innocenza” o di “Una vita”, per restare in epoca ottocentesca. Nicchiarelli rivela anche la stessa lucidità e la stessa spavalderia di Greta Gerwig nel riassemblare “Piccole donne”, sulla base di una diversa necessità narrativa e con la Gerwig, la Nicchiarelli condivide un certo gusto pittorico postmoderno, applicato ad un’epoca passata, e sottolineato da una scelta musicale che comprende la rilettura punk rock di brani celebri. La composizione dell’immagine, complici le scenografie di Alessandro Vannucci e Igor Gabriel e i costumi di Massimo Cantini Parrini, è magnifica e ha una potenza estetica non comune. E l’inserimento dei filmati d’archivio testimonia come certe realtà non siano il frutto di un’esagerazione drammaturgica ma una realtà storica documentata. Quel che azzoppa “Miss Marx” è la quantità di tempo filmico dedicato al rapporto fra la protagonista e il suo compagno di vita, davvero sproporzionata rispetto a quello dedicato alla dimensione pubblica della figlia di un grande della Storia, nonché al rapporto fra Eleanor e quel padre che “voleva tutto per lei tranne che la sua libertà”. Invece il film ripiega troppo spesso sul mortificante privato “coniugale”: è evidente che l’intento è quello di mostrare l’incongruenza fra dimensione pubblica e privata della protagonista, ma i “pesi narrativi” sono sbilanciati e penalizzano il risultato finale. Per fare qualche raffronto con il cinema recente, “Lincoln”, pur dettagliando molto bene la relazione fra il presidente americano e la moglie e le sue ricadute pubbliche, dà almeno altrettanto spazio alle scelte ideali e politiche dell’uomo di Stato. Viceversa, purtroppo, altri film con al centro figure politiche femminili, come “The Iron Lady” o “The Lady”, hanno fatto del rapporto coniugale della protagonista il centro della storia. “Miss Marx” non aveva bisogno, né genitoriale né legale né economico né intellettuale, di essere “totalmente dipendente da un uomo”, eppure ha scelto di farlo: illustrarne le ragioni e assumersene la responsabilità avrebbe avuto un valore drammaturgico superiore. E farlo attraverso scelte registiche deliziosamente sfacciate e coraggiose come quelle di cui è capace Susanna Nicchiarelli avrebbe davvero messo l’accento su un’incongruenza altrimenti inspiegabile.

Data

14/10/2021
18/10/2021

Orario

- Giovedì: 18.30 - 21.15
- Lunedì: 16.15 - 18.30 - 21.15

Genere

Storico

Durata

107 minuti

In abbonamento

Incluso in abbonamento

La frase

“Ora tocca a me vivere!”