The French Dispatch

Regia: Wes Anderson
Cast: B.Murray, O.Wilson, E.Moss, W.Dafoe, B.Del Toro, K.Winslet

Trama

Siamo a Ennui-sur-Blasé, cittadina francese dove ha sede la redazione, del quotidiano French Dispatch, edizione europea dell’americano Evening Sun di Liberty, Kansas. Il giornale tratta argomenti di vario tipo, da articoli di politica mondiale, fino a quelli di cronaca, toccando temi di cultura generale, come arte, moda, cucina e storie di vita. Quando il direttore del giornale muore, i redattori decidono di pubblicare un numero commemorativo, che raccolga tutti gli articoli di successo che il French Dispatch ha pubblicato nel corso di alcuni decenni del XX secolo.

Recensione

Benvenuti nel nuovo mondo di Wes Anderson, che trasloca in Francia con un bastimento carico di attori e un flusso ininterrotto di dialoghi. Parole che diventano la musica ammaliante di un film che è gourmandise per gli occhi. Ogni inquadratura meriterebbe che ci fermassimo per cogliere tutti i dettagli che riempiono lo spazio e l’universo personale di un autore per cui il cinema è soprattutto arte pittorica. The French Dispatch è una collezione di storie ‘adattate’ dalla gazzetta diffusa nella città immaginaria di Ennui-sur-Blasé. Un album di ‘figurine’ e figuranti nobili ma fissi. Come in un vero giornale, i registri (cronaca nera, necrologi, società, cultura, cucina…) si succedono compulsivamente, inciampando sul colore, il bianco e nero, il romanzo grafico. L’iperattività del racconto, la sua messa in scena, la composizione dei quadri, la costruzione dei décor, qualche volta si fa estenuante, riducendo la storia a un pretesto, perché The French Dispatch spinge il patchwork più lontano, con le sue piccole storie incastonate, concepite come tanti capitoli visivi, meticolosamente realizzati a colori o a disegni animati. Film inesauribile, che richiede senza dubbio più visioni per riconoscere anche solo i volti delle star (americane e francesi) che appaiono il tempo di un primo piano, l’opera è l’omaggio di Wes Anderson a un mestiere che assomiglia a quello che fu il giornalismo e a un paese che assomiglia alla Francia. Wes Anderson edifica le sue scenografie e consacra il suo film al “The New Yorker”, periodico americano fondato nel 1925 e articolato in reportage, critica, saggi, narrativa, satira, commenti sociali e politici, vignette e poesia, e alle sue grandi firme. L’edificio di Anderson è saturo di accessori, costumi e meraviglie non commestibili esposte come nella vetrina di una pasticceria d’altri tempi. Impossibili da afferrare o da ‘assumere’ perché l’autore sembra aver rotto la relazione con la materia del mondo. Resta la minuzia estetica di un orafo maniacale che pratica la leggerezza di superficie e oppone alla barbarie che gronda sul mondo, il fragile e prezioso baluardo della poesia. In fondo, The French Dispatch è un altro monumento alla grazia, una “palla di neve”souvenir di Angoulême che cita più che trasformare il cinema di Wes Anderson.

Data

26/05/2022
30/05/2022

Orario

- Giovedì: 18.30 - 21.15
- Lunedì: 16.00 - 18.30 - 21.15

Genere

Commedia

Durata

108 minuti

Categoria

Incluso in abbonamento