Volevo nascondermi

Regia: Giorgio Diritti
Cast: Elio Germano, Oliver Ewy, Paola Lavini, Gianni Fantoni, Andrea Gherpelli, Orietta Notari, Denis Campitelli

Trama

La sofferta vita di Antonio Ligabue, figlio di emigranti.
Dopo la morte della madre viene affidato a una coppia svizzero-tedesca, ma i suoi problemi psicofisici lo porteranno all’espulsione. Viene mandato a Gualtieri in Emilia, luogo di cui è originario l’uomo che è ufficialmente suo padre.

Qui vive per anni in estrema povertà sulle rive del Po fino a quando lo scultore Renato Marino Mazzacurati lo indirizza allo sviluppo delle sue naturali doti di pittore.

Recensione

Non è difficile pensare che Elio Germano abbia avuto la consapevolezza di doversi confrontare con una prova d’attore che aveva segnato l’immaginario di una generazione. I confronti sono sempre complessi da affrontare, ma in questo caso si può tranquillamente affermare che Germano non ha nulla da invidiare al suo predecessore, Flavio Bucci.

Ha saputo fare “suo” Ligabue, offrendogli quella profonda sofferenza interiore che sa spesso conferire ai personaggi che gli vengono proposti sul grande schermo. A venirgli in aiuto in questo caso, è anche l’altrettanto profonda conoscenza del mondo rurale emiliano che Giorgio Diritti possiede e che sa infondere nelle sue opere. Perché, a partire da quel corpo che si nasconde sotto un indumento/corazza da cui fuoriesce uno sguardo in cui paura e curiosità per ciò che lo circonda si contrastano, Diritti grazie alla prestazione di Germano, ci racconta una vita dolorosa che dà luogo a un’arte in cui la vivacità cromatica è coinvolgente.

Chiunque abbia visitato una mostra dedicata al grande pittore sa quanto l’esplosione di forme e di colori ne costituisce il polo di attrazione. Quasi che divenissero per lui strumento indispensabile per sfuggire alle sofferenze di un’esistenza marchiato dai disturbi mentali e dalla derisione. Diritti non traccia un ritratto agiografico del mondo rurale.

Non giudica, ma neppure assolve, i tanti che, per ignoranza o insensibilità, mettevano alla berlina il matto e ne disprezzavano l’opera. Così come sa inquadrare con tenerezza quei pochi, uomini e donne, che seppero chinarsi su di lui e comprenderne il tormento, ma anche la grandezza.

Sulla sua tomba si legge: “Il rimpianto del suo spirito, che tanto seppe creare attraverso la solitudine e il dolore, è rimasto in quelli che compresero come sino all’ultimo giorno della sua vita egli desiderasse soltanto libertà e amore”.

Solitudine, dolore, libertà e amore. Sono i quattro “segni” che animano un film e che forse solo due sensibilità come quelle di Diritti e Germano potevano saper fondere con partecipazione e rigore.

Data

10/06/2021
14/06/2021
15/06/2021

Orario

- Giovedì e Lunedì: 18.30 - 21.15
- Martedì: 16.15 - 18.30 - 21.15

Genere

Biografico

Durata

120 minuti

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